HOUSE MACBETH

In un tempo talmente remoto da farsi leggenda, in una terra brulla e sferzata dalla tempesta, vive una coppia simbiotica e sfuggente: Lord e Lady Macbeth, uno guerriero sul campo di battaglia, l’altra tra le mura domestiche, regina e custode del palazzo spoglio che racchiude tutta la loro vita. Il loro rapporto muta repentinamente quando delle voci arcane vomitate dall’inferno suggeriscono che Lord Macbeth possa farsi re. 

Dapprima divisi sul da farsi, Lord e Lady Macbeth si uniscono a poco a poco nel perseguire questo obiettivo, che da prospettiva felice diviene abominevole ossessione. La loro vita di coppia diviene un racconto dell’orrore, un tormento continuo che li intrappola in una rete di delitti e accuse reciproche, dando vita a una notte della ragione dove la realtà si fa inconsistente, e incubi e spettri divengono orribilmente concreti.

SINOSSI: 

Nonostante il Macbeth sia tradizionalmente presentato come il dramma del potere per antonomasia, è prima di tutto la storia di una coppia. 

Ed è proprio dalla struttura di questo rapporto che House Macbeth parte, senza alterare il testo Shakesperiano ma scegliendo di concentrarsi sulla relazione tra Lord e Lady Macbeth, coppia enigmatica e sfuggente il cui atteggiamento reciproco muta quando voci infernali suggeriscono che Lord Macbeth possa farsi re.

La prospettiva del potere erode la loro relazione e allo stesso tempo la rafforza, unendoli nell’obiettivo comune di un trono che presto diventa abominevole ossessione.

La parabola della loro storia è una lenta e irreversibile discesa agli inferi, un tormento continuo che li vede intrappolati in una sempre più fitta rete di delitti e accuse reciproche, fino a suscitare una duplice, condivisa follia.

Il potere diviene allora il terzo incomodo, l’amante osceno che seduce entrambi divorando la loro vita domestica, trasformandola a poco a poco in un thriller psicoanalitico dove neppure urla e furore riescono più a celare verità inconfessabili e troppo a lungo taciute.

Crediti

Con: Gledis Cinque, Nick Russo

Tratto da: William Shakespare

Adattamento e regia: Pier Vittorio Mannucci

Produzione: PaT – Passi Teatrali

Estratti Rassegna Stampa

Gabriella Massimi, Lumiere e i suoi fratelli – Aprile 2019

L’atmosfera di tragedia e paura è resa molto bene dai suoni, di una pioggia quasi inarrestabile e dalle luci, soffuse e basse, ma anche violente e a tratti accecanti. Gli attori riempiono la scena con le loro voci altisonanti e le loro figure, ben illuminate e ritagliate nella scena.

Gabriella Aguzzi, Quarto Potere – Aprile 2019

“I costumi e il trucco spettrale rimandano a Il Trono di Sangue di Kurosawa, in questa messa in scena senza tempo dove tutto forse è allucinazione, come l’invisibile spettro di Banquo che un delirante Macbeth addita in preda al terrore, e dove tutto è lasciato alla forza che i due ottimi attori danno alle immortali parole di Shakespeare.”

Valeria Prina, Spettacoli News – Aprile 2019

Per gli spettatori diventa un modo per ricordare che questo è teatro, fatto da attori che per 50 minuti giocano - nell'accezione inglese to play (recitare, giocare) - a trasportare il pubblico in un mondo diverso da cui lasciarsi conquistare. In questo caso per il pubblico è facile sentirsi quasi avvolgere da questa storia molto concreta, ma raccontata in modo magico; cruenta ma senza sangue che scorre in scena; con parole che sanno evocare chiedendo di immaginare, in una scena che sembra fatta di luci.

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